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Winter in Trentino
Dov'è finito l'Italiano?
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Salve a tutti!

Dov'è finita la nostra lingua? Forse io ho qualche deformazione dovuta alla mia lunga frequentazione delle aule scolastiche, ma la penosa impressione che i nostri ragazzi ormai alle soglie dell'esame di maturità avvertano l'Italiano come un idioma straniero è condivisa da molti e sempre più numerose sono le voci allarmate che si levano a denunciare il fenomeno.

Intendiamoci, non parlo del linguaggio colto o specialistico, ma di un livello medio, che consenta di comunicare in modo chiaro e coerente invece di accontentarsi di frasi elementari, periodi sconnessi e lessico ridotto, dove la parola "cosa" la fa da padrona. C'è chi parla a questo proposito di "facilese", chi prova ad indagare le cause, chi dà la colpa ai cellulari ed ai social network, ma in ogni caso per risalire la china occorre prima di tutto maturare la consapevolezza che la propria lingua nativa è un patrimonio che ci costituisce, permettendoci di dare voce al nostro mondo interiore e alle relazioni interpersonali con una straordinaria varietà di gradazioni e sfumature.

Se non siamo padroni neppure delle strutture essenziali della frase e se il nostro lessico si riduce al minimo, difficilmente faremo ordine nella nostra testa e nella nostra vita ed anche la comunicazione sarà sempre più caotica, come del resto l'esperienza ci dimostra in ogni momento.

Non basta la scuola ad affrontare il problema, perchè la scommessa inizia molto presto, quando il bambino apre gli occhi sul mondo e per i genitori inzia l'avventura educativa: se per loro l'Italiano non ha solo un valore strumentale, anche i piccoli ne percepiranno tutta la ricca valenza espressiva. O no?

Rosanna

 

 

 
Nativi musicali
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Salve a tutti!

"La musica non per pochi ma patrimonio di tutti": le parole del grande musicista ungherese Z. Kodaly sono il biglietto da visita del progetto "NATI PER LA MUSICA", che si rivolge ai bambini da 0 a 6 anni. E' sostenuto dall'Associazione italiana pediatri e si fonda sulla convinzione del ruolo prezioso ed insostituibile della dimensione musicale nella crescita e nello sviluppo della personalità fin dall'utero materno. Interpella pertanto medici,personale sanitario,genitori,educatori con la proposta di iniziative mirate,ma in primo luogo con la sensibilizzazione degli adulti. In ogni caso potete saperne di più consultando il sito: www.natiperlamusica.it.                                                    Un mio amico pediatra me ne ha parlato con grande entusiasmo e credo di aver capito perchè: abbiamo fame di bellezza in tutto ciò che siamo e facciamo,ma spesso non sappiamo dare un nome a questa profonda esigenza e allora ci accontentiamo di surrogati o ci adattiamo al brutto dilagante nelle parole,nei gesti,nelle immagini e perfino nel rapporto con noi stessi e con gli altri.

La musica, invece,ci apre ad un orizzonte di sensibilità e di gusto che altrimenti resterebbe mortificato, per questo è bene che ci faccia compagnia in modo non occasionale non appena ci affacciamo alla vita e non importa il genere, ma la sua qualità. Sarebbe infatti miope ritenere che i bambini non siano in grado di percepire la differenza.

Non piccoli Mozart, allora, ma piccoli cui viene fatto un dono decisivo per l'armonia della loro personalità.

Che ne pensate?

Rosanna

 

 
Educare non è un problema
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Salve a tutti!

" Il segreto dell'educazione è non avere il problema dell'educazione; perchè se è un problema per te diventa un problema per i figli. E da un problema,da una pretesa,dal sentire che l'altro gli dice: " Devi essere diverso", da questo il figlio si difende."

Ce n'è abbastanza per sentirsi spiazzati, non vi pare? Non si tratta però di una boutade, ma di parole nate da un'esperienza viva, che è quella di Franco Nembrini, insegnante, padre di famiglia, rettore di una scuola paritaria. Nel suo ultimo libro, "Di padre in figlio",ed.Ares 2011, sono raccolte delle conversazioni tenute con genitori ed insegnanti in varie occasioni.

Qui non troverete disegni di strategie, decaloghi di regole,soluzioni miracolose, ma la posizione di uno che vive intensamente perchè è certo che la realtà non sia contro di noi, anche quando non la capiamo e siccome guarda gli altri e le cose nell'ottica della speranza, ci suggerisce di fare nostro questo sguardo, in modo che i nostri figli lo vedano nella nostra vita. Secondo Nembrini è l'aiuto più prezioso che un adulto possa offrire, rispettando la vera natura dei figli e la loro libertà.

Allora, anche le correzioni e le regole acquistano un senso quando i ragazzi vedono che anche i grandi per vivere bene devono continuamente educarsi e correggersi.

Certo,siamo di fronte ad un altro modo di intendere il rapporto educativo, che non rifiuta a priori supporti psico-pedagogici, ma li colloca nel loro giusto ruolo, quello di strumenti, utili ma non sostitutivi di un senso della vita che troppe volte ci manca.

Insomma, è una vera sfida ciò che questo libro ci documenta. Vogliamo accettarla?

Un cordiale salutro a tutti.

Rosanna

 
Bambini adulti
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Salve a tutti!

Con toni sempre più allarmati il tema dei bambini-adulti è al centro di indagini e dibattiti,prechè,per fortuna, fa ancora impressione che ci siano giovanissimi che a 11-13 anni considerino normali le prestazioni sessuali in cambio di denaro o le esibizioni del proprio corpo sui social networck. Certo, ci vengono subito in mente i casi più clamorosi, alla Ruby, tanto per intenderci, ma il fenomeno, è triste dirlo, ha una diffusione più ampia e non conosce distinzioni di carattere sociale. Non si tratta ,insomma, dei soliti "emarginati"su cui riversare riprovazione o pietà.

Siamo di fronte,infatti,ad una delle manifestazioni più acute di quell'emergenza educativa di cui tempo fa parlavano solo alcune voci profetiche, ma che ora è sotto gli occhi di ogni persona con un po' di buon senso. Se il corpo è un mezzo di seduzione e se ne può trarre vantaggio perchè non utilizzarlo per affermarsi nel proprio gruppo di amici o ,magari, per diventare famosi?

Certo, tutti siamo pronti a puntare l'indice contro il ruolo nefasto della televisione, i politici corrotti, la moda che presenta modelli bambini che ammiccano maliziosi scimmiottando gli adulti e questi sono bersagli fin troppo facili, ma quanti di noi adulti sono disposti a mettersi in discussione nel loro compito di educatori?

A me pare che il relativismo a cui ci siamo assuefatti, l'esaltazione della libertà intesa come immediata espressione dell'istinto,le risposte troppo facili alle domande più profonde stiano creando un vuoto in cui i nostri figli rischiano di non trovare le ragioni per seguire il bene e il bello della loro età. Se li amiamo davvero dobbiamo ricominciare da noi stessi: che cosa ci sta veramente a cuore?

 

 
Imparare a memoria:che risorsa!
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Salve a tutti!

Vostro figlio torna dalla scuola materna e vi recita orgoglioso una bella filastrocca, oppure alle elementari lo vedete alle prese con una poesia da imparare a memoria: sono momenti da non sottovalutate , perchè sta accadendo qualcosa di prezioso: la mente e l' animo dei piccoli escono dall'orizzonte dell'immediato per aprirsi ad uno spazio più ricco e vario, dove le parole evocano storie e nutrono l'immaginazione.

Sì, ma perchè ricordare a memoria, perchè impiegare tempo ed energie quando si può archiviare tutto e senza limiti in un computer? I miei studenti, ormai prossimi alla maggiore età, mi fanno quest'obiezione, turbati dalla prospettiva di dover fissare nelle loro menti impazienti e a volte distratte un brano della Divina Commedia o alcune date senza la cui conoscenza non si capisce di quali fatti storici si stia parlando.

Il fatto è che educare alla memoria non è solo insegnare un'abilità, perchè ricordare le parole e le storie degli altri spalanca la capacità affettiva dell'uomo, permettendogli di  cogliere con maggiore sensibilità la ricchezza e la complessità della vita. Leggere e ricordare brani di un libro o i versi di un poeta è un'occasione per crescere: modelli di vita, esempi di bellezza, avventure ed esperienze evocate dalle parole offrono termini di confronto per rapportarsi all'ampiezza e  profondità del reale, per alimentare il desiderio, che accomuna grandi e piccoli, di dare un nome e un volto alle cose.

E' una bella sfida anche per i genitori, che comincia dalla simpatia con cui accompagnano i tentativi e i successi dei  bambini alle prese con la fatica ed il gusto di esercitare la loro memoria.

Qual è la vostra opinione?

Rosanna

 

 

 
C'è scuola? Andiamo in vacanza!
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Salve a tutti!

Che facciamo? Partiamo per la settimana bianca facendo perdere ai bambini preziosi giorni di scuola?

All' interrogativo amletico prima o poi non si sfugge, ma la risposta a mio parere non può che essere una: sì alle vacanze con i propri figli, perchè sono occasioni straordinarie per stare insieme e condividere lo scorrere di giornate libere dal ritmo incalzante degli impegni quotidiani.

 

 
Chi ha incastrato la Sacra Famiglia?
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Auguri a tutti!

Nei giorni scorsi la festività del Santo Natale ha riproposto anche agli occhi più distratti o ignari la presenza di un Bambino e di una famiglia con un volto ed un'umanità in cui ognuno può riconoscersi, anche chi non è credente, ma desidera per sè e per i suoi cari rapporti autentici e significativi.

Per questo qualsiasi tentativo di screditare ed offendere l'immagine della Sacra Famiglia squalifica la nostra stessa dignità, proprio come è accaduto con la fiction di recente trasmessa dalla BBC, in cui Maria è una ragazza dalla vita, diciamo così, disordinata e Giuseppe altrettanto. Ad un certo punto i due decidono di sposarsi per il bene del bambino che deve nascere. Inutile dire che la giustificazione secondo cui si è voluta attualizzare la storia è davvero fragile, perchè è evidente la scelta di banalizzarla svuotandola di ogni riferimento alla sua origine.

 

 
Un libro per amico
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Salve a tutti!

Il premio Nobel per la letteratura del 2010, Mario Vargas LLosa, nel suo discorso davanti all'Accademia di Stoccolma, ha rievocato i suoi primi incontri con i libri quando a cinque anni ha imparato a leggere, cosa che a suo dire è la più importante che gli sia capitata nella vita:    "Quasi 70 anni dopo ricordo con nitidezza come questa magia, tradurre le parole dei libri in immagini, abbia arricchito la mia vita, rompendo le barriere del tempo e dello spazio e permettendomi di viaggiare con il capitano Nemo 20.000 leghe sotto i mari, lottare insieme a d'Artagnan, Athos, Portos e Aramis... La lettura trasformava il sogno in vita e la vita in sogno e metteva alla portata del piccolo uomo che ero l'universo della letteratura."

 

 
Mio figlio è una star!
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Salve a tutti!

Qualcuno ricorda " Bellissima", il film di L. Visconti del lontano 1951?

C'è una madre ( Anna Magnani) che vuole assicurare alla sua bambina un avvenire luminoso, così a costo di grandi sacrifici tenta di farla entrare nel mondo del cinema, però quando la piccola, impacciata e maldestra, diventa oggetto delle risate del regista Blasetti e della troupe, la porta via sdegnata e neppure quando le propongono un contratto vantaggioso accetta le lusinghe del mondo dello spettacolo e non importa che nonostante tutto la bambina abbia rivelato notevoli qualità espressive: ha capito infatti di avere proiettato sulla figlia le sue aspettative e i suoi sogni di affermazione e successo.

 

 
Muri invisibili
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Salve a tutti!

Integrazione, multiculturalismo, accettazione del diverso sono le parole chiave con cui si cerca di governare un fenomeno irreversibile, che i nostri bambini sperimentano fin dalla prima infanzia. Nella scuola materna o nell aula di una classe elementare siedono accanto a coetanei provenienti da realtà anche molto lontane dalla nostra e tutti conosciamo le inevitabili difficoltà a cui si tenta di rispondere con varie strategie messe in atto per superare barriere linguistiche e culturali.

 

 
Che voto prenderò?
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Salve a tutti!

Venti intellettuali francesi, tra cui il noto scrittore Daniel Pennac, chiedono in una lettera aperta di abolire i voti nei primi anni di scuola, perchè vengono vissuti dai piccoli come un verdetto punitivo e non spronano ad un possibile miglioramento.

Da noi, invece,la riforma del ministro Gelmini nel 2009 ha reintrodotto la valutazione in decimi per ogni materia, perchè gli studenti, anche in tenera età, devono poter capire con chiarezza se hanno lavorato bene o no. Secondo il ministro, i giudizi a cui si ricorreva in passato erano ambigui e retorici, si prestavano a dire tutto e il contrario di tutto.

 
Non è un paese per piccoli
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Salve a tutti,

leggo sul " Corriere della sera" di oggi, 16 novembre, un articolo firmato da Elvira Serra a proposito della tendenza: "no kids", cioè niente bambini nei locali più trendy.

Alberghi, ristoranti, compagnie aeree in diversi paesi, ed anche in Italia, non fanno mistero di preferire una clientela adulta, in nome della ricerca del silenzio e della tranquillità.

I piccoli disturbano, sconvolgono orari ed abitudini, insomma attentano al mito della felicità e del benessere pervicacemente inseguito da chi non tollera condizionamenti nel cammino della propria realizzazione. I bambini sono un ostacolo per la carriera, rendono meno romantico il rapporto di coppia, costringono a fare i conti con una realtà costellata di particolari anche assai faticosi.

 

 
Alla ricerca della regola perfetta
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Benvenuti,

mi chiamo Rosanna,sono madre di due ragazzi di 28 e21 anni, insegno Lettere in una scuola superiore e sono sposata con un albergatore che nel suo lavoro ha scelto  la famiglia come interlocutrice privilegiata.

Parlando di famiglia è impossibile eludere il tema cruciale dell'educazione e proprio su questo vorrei proporvi un dialogo come scambio di suggerimenti ed esperienze.

Oggi io inizierei dalla parola "regola", il leit-motiv di tante domande e dubbi espressi da padri e madri e, più in generale, da chi svolge un compito educativo: quante e quali regole per mio figlio? Quanta fermezza occorre? Quali deroghe permettere?