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Inverno Trentino

Non è un paese per piccoli

Salve a tutti,

leggo sul " Corriere della sera" di oggi, 16 novembre, un articolo firmato da Elvira Serra a proposito della tendenza: "no kids", cioè niente bambini nei locali più trendy.

Alberghi, ristoranti, compagnie aeree in diversi paesi, ed anche in Italia, non fanno mistero di preferire una clientela adulta, in nome della ricerca del silenzio e della tranquillità.

I piccoli disturbano, sconvolgono orari ed abitudini, insomma attentano al mito della felicità e del benessere pervicacemente inseguito da chi non tollera condizionamenti nel cammino della propria realizzazione. I bambini sono un ostacolo per la carriera, rendono meno romantico il rapporto di coppia, costringono a fare i conti con una realtà costellata di particolari anche assai faticosi.

 

Del resto, che anche il nostro non sia un paese per piccoli lo dimostra l'esiguo indice di natalità che ci caratterizza, a cui certamente non è estranea l'assenza di adeguate politiche a sostegno della famiglia, tuttavia possiamo chiederci se non esista anche una certa filosofia di vita che tende ad escludere dal nostro orizzonte la presenza provocante e misteriosa dei bambini.

Nel 2008 la scrittrice francese Corinne Maier, madre pentita di due figli, in un suo libro ha avanzato ben 40 ragioni per non avere prole e a me pare che abbia espresso in modo esplicito una posizione purtroppo assai diffusa, per cui i figli vengono intesi come coronamento delle proprie aspirazioni: prima la casa, la carriera,un ruolo sociale più o meno consolidato, poi un bebè programmato con cura, che deve corrispondere alle nostre attese.

Niente imprevisti, dunque, ma in questo modo scompare dall'orizzonte dell'esistenza l'apertura alla possibilità, ad accogliere i fuori programma come occasione di arricchimento e crescita della coppia e della famiglia. I riflessi negativi rischiano di ricadere anche sui piccoli, le cui giornate vengono orientate con puntuale perfezionismo ( sport, musica, danza, ecc. ), oppure vengono lasciati ad una spontaneità senza limiti.

In entrambi i casi sono incaricati di riempire i vuoti di noi adulti, purchè non ci disturbino troppo, impegnati come siamo ad inseguire modelli di benessere che il mondo infantile può mettre in crisi, magari, Dio non voglia, turbando con gli schiamazzi i nostri meritati soggiorni in amene località di vacanza.

Vogliamo confrontarci?

Rosanna

 

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